INSTAGRAM TOGLIE I LIKE, QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

 

Lo avrai già notato o forse letto da qualche parte: Instagram nasconde ai follower il conteggio dei like dei singoli post.

Si tratta solo di un esperimento temporaneo, già effettuato in Canada e in Giappone per testare la piattaforma e i suoi utenti.

Un esperimento che si accompagna ad altre novità in arrivo, come una fotocamera rinnovata, la possibilità di raccogliere fondi per le organizzazioni no profit e di usare dei tag.

Pare che a breve la stessa cosa accadrà anche su Facebook (che se non lo sapessi è la stessa casa madre anche di Instagram e Whatsapp).

 

COSA STA SUCCEDENDO?

 

We want your followers to focus on what you share, not how many likes your posts get. During this test, only the person who shares a post will see the total number of likes it gets.

La motivazione ufficiale pare essere la volontà di “liberarsi” dei profili falsi o che hanno abusato di algoritmi e dei servizi a pagamento per aumentare i mi piace, facendo crescere in modo poco trasparente lo stesso profilo, oltre lo scopo (diciamo) umanitario di alleggerire lo stress ossessivo da like negli utenti.

Sia chiaro, i titolari degli account continueranno a monitorare l’andamento degli apprezzamenti sociali anche in termini quantitativi.

Quindi, se da una parte viene colpita la frenesia alla cosiddetta “vanity like”, dall’altra viene data un’opportunità a chi vuole investire economicamente in promozione sul social a non affidarsi solamente agli influencer, ma scommettere sulla piattaforma stessa e sui canali che essa mette a disposizione.

Da poco, inoltre, è stata nascosta anche un’altra sezione (“Seguiti”) che permetteva di vedere i commenti e like dei nostri followers ai post di altri utenti e che veniva per lo più utilizzata per controllare i propri amici e conoscenti.

Secondo i dirigenti di Instagram, si trattava di un pannello utilizzato molto poco dagli utenti, nonostante fosse una funzione che era presente fin dagli albori e da quando è stata introdotta la sezione “Esplora” l’altra funzione avrebbe perso utilità al punto che pare che in pochi (secondo la casa madre) noteranno il cambiamento.

É possibile comunque scoprire il numero di like di un profilo anche se è apparentemente oscurato?

In Italia si dice “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Ebbene, basta utilizzare Instagram da desktop sul proprio computer per visualizzare passando con il mouse sulla foto il totale dei “cuoricini” oppure inviando su WhatsApp ad un nostro contatto il link del post di cui si vuole conoscere il numero dei like, l’anteprima mostrerà il conteggio.

 

 

INFLUENCER E NUMERI

 

COS’É UN INFLUENCER E COS’É L’INFLUENCER MARKETING?

 

Da definizione un influencer è un “Termine utilizzato in ambito pubblicitario per indicare quelle persone che, essendo determinanti nell’influenza dell’opinione pubblica, costituiscono un target importante cui indirizzare messaggi pubblicitari, al fine di accelerarne l’accettazione presso un pubblico più vasto”

Ne esistono varie tipologie, su questo link ne trovi diverse: https://www.glossariomarketing.it/significato/influencer/

Infatti, un influencer è in grado di realizzare numeri importanti che consentono una conversione importante alle aziende che si affidano a loro.

Nel 2019, l’influencer Marketing ha realizzato un commercio pari a 100 miliardi di dollari, diventando la meta preferita dal 65% degli inserzionisti, considerando tutte le piattaforme, digitali e analogiche.

Ad Esempio, un post da un influencer con un bacino di utenza di 150 milioni di seguaci può costare fino a 1,2 milioni di dollari o un post di Cristiano Ronaldo, la stella del calcio, con un seguito di quasi 190 milioni di persone arriva fino a 1 milione di dollari.

È recente la notizia che vede i guadagni, tramite il social, del campione portoghese superare lo stipendio di 30 milioni l’anno fornito dalla Juventus.

L’attaccante, nel 2018, da 49 foto sponsorizzate ha ricavato un utile di 43 milioni di euro.

Non è un caso che la foto che ha ricevuto più Like, un totale di 53 milioni, della storia del web sia su Instagram, ed è la foto di un uovo.

 

ENGAGEMENT

 

COME AGISCONO COMMENTI E MI PIACE?

 

Un profilo di successo ha trovato la giusta chimica tra:

  • follower;
  • media dei like per ogni post;
  • commenti;

Quindi più i numeri di questi dati sono alti, meglio è?

Non è esatto, quello che crea un valore al profilo è la fidelizzazione dell’utente che è realmente interessato a ciò di cui parli e come lo racconti.

Ad esempio, saranno pochi gli interessati a una nicchia come le bottiglie d’acqua, ma saranno molti gli interessati ai viaggi.

I numeri sono relativi al pubblico di riferimento e al contenuto offerto.

Il tipo di pubblico è altre sì molto importante, infatti un bambino non acquisterà mai un prodotto venduto,un adulto è più propenso a spendere e un professionista del settore di cui parli quasi sicuramente effettuerà l’acquisto.

Quindi avere 1 milione di seguaci bambini non è meglio che avere 1000 professionisti.

Un contenuto organico, autentico e costante, riuscirà a creare un coinvolgimento che non sarà dipendente dal numero di like.

 

LA PERCEZIONE E LA VANITÁ

 

Robert Cialdini, psicologo e professore di Marketing alla Arizona State University dice:

Vi è la tendenza giudicata corretta a considerare adeguata un’azione quando la fanno anche gli altri. Questo ci permette di commettere meno errori utilizzando una scorciatoia che però può essere utilizzata per essere persuasi da profittatori. Pensate alle sitcom dove in sottofondo ci sono le risate del pubblico, il piatto delle mance dei baristi, insomma “quanto maggiore è il n° di persone che trova giusta una qualunque idea, tanto più giusta è quell’idea”.

e ancora:

“Il dubbio: in situazioni di incertezza vi è la tendenza a stare a guardare per vedere cosa fanno gli altri può causare un fenomeno di “ignoranza collettiva”.

Lo psicologo parla di riprova sociale, il comportamento umano che autorizza le proprie azioni se già eseguite da altri.

Molti degli utenti di Instagram e di Internet guardano ai numeri degli Influencer con il sogno e la volontà di imitarli, ma solo una piccola parte è realmente in grado di capire come funziona la comunicazione e il mezzo.

Infatti, è notizia recente l’istituzione di un corso di laurea per Influencer, ma che in realtà è una specializzazione con focus sui social del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione.

Nel corso degli ultimi anni, il 36,5% degli italiani, hanno ammesso di informarsi sui social senza conoscere il corretto utilizzo o l’esistenza di un algoritmo e come questo seleziona i contenuti mostrati.

A seguito di questa notizia, il colosso Kaspersky ha messo in luce una ricerca effettuata due anni fa che vede il:

  • 61% degli utenti stare sui social per sentirsi meglio;
  • 57% di non trovare quello che desiderava;
  • il 24% degli uomini e il 17% delle donne arrabbiarsi se non riceve l’attenzione desiderata, espressa in like.

Si può notare che più della metà degli utenti è insoddisfatta della piattaforma, e un quarto ha una reazione esagerata.

Risulta chiaro che guadagni e fama degli influencer abbiano condizionato gli altri utenti e spinti a sentirsi in competizione tra loro.

 

PATOLOGIA

 

IL SEGNO DELLA PRESENZA E DEL PRESTIGIO

 

Durante l’F8, l’evento annuale di Facebook, Adam Mosseri (AD di instagram), come motivazione al cambiamento radicale della piattaforma ha ammesso che è stato adottato per rendere il social meno competitivo.

Recenti studi fanno notare come il numero di Like è strettamente correlato al fenomeno di accettazione sociale che può far sfociare in forme di depressione e ansia da prestazione.

L’idea per risolvere il problema, è quella di ricalcare il modello delle storie, contenuti della durata di sole 24 ore e che non creano questo sentimento negli utenti, rendendo i dati di visualizzazione disponibili solo al proprietario del profilo.

Le storie, infatti, rappresentano solo una piccola parte delle funzionalità di Instagram, ma sono diventare il punto cardine per l’utilizzo del social.

Abbassando la soglia di tensione e stress ci sarebbero maggiori pubblicazioni, esattamente quello che il colosso di proprietà di Facebook vuole: sempre maggior tempo sulla piattaforma e coinvolgimento attivo, organico, ma soprattutto reale.

Si parla di reale, poiché la competizione ha legittimato gli utenti, per riprova sociale, ad utilizzare mezzi non concessi dalle policy, chiamati BOT.

 

BOT E CONTENUTO

 

I Bot sono automatismi, spesso a pagamento che consentono di fare in maniera automatica delle azioni che consentono di aumentare visibilità al proprio profilo.

Azioni come:

  • follow e unfollow;
  • rimozione di chi non segue il proprio profilo;
  • like strategici ad hashtag di riferimento;
  • commenti strategici a hashtag di riferimento.

Dal novembre del 2018 è iniziata una dura lotta ai profili fake e ai bot, comportando una diminuzione verticale dei follower a ogni profilo, andando ad evidenziare un malcostume diffuso.

I profili che offrivano e continuano ad offrire un contenuto scevro di questi mezzi, avendo creato una community fidelizzata con traffico diretto, si sono visti premiare con una maggiore visibilità all’interno della piattaforma e una diminuzione non considerevole di Like (o follower)  grazie al loro contenuto.

Traendo le somme, un contenuto creato con professionalità e dedizione, come da sempre, per ogni piattaforma, nel tempo premia.

Il numero di Like può essere un termometro, ma non è sinonimo di qualità, quella è sotto gli occhi di tutti.